← Blog

26 ottobre 2026 — Eugenio Giusti

CILA: cos’è, quando serve e come si presenta

CILA: cos’è, quando serve e come si presenta

La CILA, comunicazione di inizio lavori asseverata, è il titolo edilizio più usato per i lavori dentro casa. Se sposti un tramezzo, rifai un bagno cambiando la disposizione o dividi un appartamento in due senza toccare le strutture, molto probabilmente ti serve una CILA.

È regolata dall’articolo 6-bis del Testo unico dell’edilizia (DPR 380/2001). Qui la spieghiamo dall’inizio alla fine: quando serve, chi la presenta, cosa preparare e cosa succede dopo.

Cos’è la CILA

La CILA non è un’autorizzazione. Il Comune non deve approvarla: la presenti e, se è completa, puoi iniziare i lavori. Il Comune mantiene comunque il potere di controllare.

È un titolo residuale: copre tutti gli interventi che non sono edilizia libera e che non richiedono SCIA o permesso di costruire. Per capire se serve la CILA bisogna quindi escludere le altre strade.

Quando serve

Il caso tipico è la manutenzione straordinaria che non tocca le strutture. Per esempio:

  • spostare o demolire tramezzi non portanti;
  • cambiare la distribuzione interna degli spazi;
  • aprire, chiudere o spostare porte interne;
  • rifare bagno o cucina modificandone la disposizione;
  • realizzare un secondo bagno, se compatibile con le norme;
  • frazionare o accorpare unità immobiliari senza lavori strutturali;
  • opere interne legate al rifacimento degli impianti.

Non sono elenchi automatici. Il tecnico deve valutare il caso concreto, anche alla luce delle norme regionali.

Quando non basta, o non serve

  • Edilizia libera: sostituire pavimenti, rivestimenti o sanitari senza altre modifiche di solito non richiede nessuna pratica.
  • SCIA: serve quando si interviene su parti strutturali, per alcune ristrutturazioni e per modifiche ai prospetti.
  • Permesso di costruire: serve per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni più pesanti.
  • Cambio di destinazione d’uso: se è urbanisticamente rilevante, la CILA in genere non basta.

Chi la presenta e chi la firma

La CILA la presenta il proprietario, o chi ha un titolo sull’immobile (usufruttuario, inquilino autorizzato, legale rappresentante). Il progetto e l’asseverazione li firma un tecnico abilitato: geometra, architetto o ingegnere.

Con l’asseverazione il tecnico attesta, sotto la sua responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici e al regolamento edilizio, compatibili con la normativa antisismica ed energetica, e che non riguardano le parti strutturali. Nella rubrica Fac simile trovi un esempio completo di relazione tecnica asseverata per la CILA.

I documenti da preparare

In genere servono:

  • il modulo CILA, con i dati del proprietario, del tecnico e dell’impresa;
  • la relazione tecnica con l’asseverazione;
  • gli elaborati grafici: stato legittimo, stato di progetto e sovrapposizione;
  • la documentazione fotografica dello stato di fatto;
  • il titolo che legittima il proprietario e i documenti d’identità;
  • i dati dell’impresa e la sua regolarità contributiva;
  • le ricevute dei diritti di segreteria;
  • eventuali nulla osta, se l’immobile è vincolato.

Ogni Comune può chiedere moduli o allegati in più. Prima di partire, controlla il portale dello Sportello unico per l’edilizia.

Come si presenta

Allo Sportello unico per l’edilizia (SUE) del Comune, di solito tramite il portale online. Per le attività produttive può essere competente il SUAP.

Il percorso tipico è:

  1. accesso agli atti e rilievo, per conoscere lo stato legittimo dell’immobile;
  2. verifica di quale titolo serve davvero;
  3. progetto e allegati;
  4. invio telematico, con la ricevuta di protocollo;
  5. lavori;
  6. fine lavori e aggiornamento catastale.

Dal 2025 la modulistica unificata è stata aggiornata per recepire le modifiche del decreto Salva Casa. Usa sempre il modulo in vigore sul portale del tuo Comune nel giorno in cui invii la pratica.

Quando si possono iniziare i lavori

Dalla data di presentazione, se la CILA è completa e non servono autorizzazioni preventive, come nulla osta per vincoli o adempimenti sismici. Per la CILA non c’è un periodo di attesa.

Quanto dura

L’articolo 6-bis non fissa una scadenza nazionale per la CILA, né termini di inizio e fine lavori come per il permesso di costruire. Possono però esserci regole regionali o comunali. Se il cantiere resta fermo a lungo o il progetto cambia, conviene sentire il SUE prima di andare avanti.

Quanto costa

Non c’è un prezzo fisso. Le voci sono:

  • il compenso del tecnico;
  • i diritti di segreteria, decisi da ogni Comune;
  • eventuali relazioni specialistiche;
  • l’aggiornamento catastale a fine lavori, se serve.

Fine lavori e catasto

A lavori finiti si presenta la comunicazione di fine lavori. Se i lavori hanno cambiato la planimetria, serve anche l’aggiornamento catastale. Quando la comunicazione di fine lavori è accompagnata dalla documentazione per la variazione catastale, il Comune la trasmette all’Agenzia delle Entrate. Raccogli anche le dichiarazioni di conformità degli impianti.

Nella rubrica Fac simile trovi il modello di comunicazione di fine lavori CILA.

CILA tardiva e sanzioni

  • Lavori senza CILA: sanzione di 1.000 €.
  • CILA presentata spontaneamente mentre i lavori sono ancora in corso: la sanzione scende di due terzi, a circa 333 €.

La CILA tardiva non sistema lavori che richiedevano un altro titolo, come opere strutturali, ampliamenti o cambi d’uso rilevanti. Pagare la sanzione non sana un abuso.

Gli errori più comuni

  • Non verificare lo stato legittimo prima di partire. Se l’immobile ha già delle difformità, la CILA non le sistema.
  • Usare la CILA quando serve la SCIA, per esempio per allargare un’apertura in un muro portante.
  • Dimenticare la fine lavori o l’aggiornamento catastale. La pratica resta aperta e il problema salta fuori al momento della vendita.
  • Usare un modulo vecchio. Il Comune può rifiutare la pratica o chiedere integrazioni.

Come cambia con Novera

Una CILA è fatta di tanti pezzi: accesso agli atti, sopralluogo, foto, visure, elaborati, protocollo, fine lavori, aggiornamento catastale. Il rischio non è sbagliare la pratica, ma perdere qualcosa per strada.

Prima
Foto del rilievo nel telefono, visure nella mail, ricevuta di protocollo salvata chissà dove, fine lavori ricordata solo quando chiama il cliente.

Con Novera

  • Il cliente firma preventivo e incarico con OTP, da remoto, prima che inizi qualsiasi lavoro.
  • Il sopralluogo per lo stato di fatto si registra dal telefono, con foto e note, nella commessa dell’immobile.
  • Dati catastali, mappa, visure, elaborati e CILA protocollata stanno tutti nella stessa commessa.
  • Fine lavori e aggiornamento catastale diventano scadenze della commessa, visibili in calendario.
  • Il cliente carica i documenti che servono dalla sua area riservata e, se vuoi, ci trova la CILA protocollata.

Il risultato concreto
Ogni CILA ha la sua commessa, con tutto dentro e nessuna scadenza dimenticata.

Prova Novera gratis per 30 giorni su noverapp.it

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una consulenza legale o professionale. Le norme possono cambiare e le regole locali variano da Comune a Comune: prima di presentare una pratica, verifica sempre la normativa aggiornata e la modulistica del tuo Comune.

Fonti