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14 ottobre 2026 — Eugenio Giusti

Codice ATECO geometra e forfettario: quanto ti resta davvero

Codice ATECO geometra e forfettario: quanto ti resta davvero

Apri la partita IVA, scegli il forfettario e ti fai un conto veloce: “Pago il 15%, quindi su 30.000 euro me ne restano più di 25.000”. Poi arriva la prima comunicazione della Cassa Geometri, con un minimo da pagare che non avevi messo in conto.

Il codice ATECO del geometra si trova in trenta secondi. Quello che quasi nessuno spiega bene è come si incastrano il coefficiente del forfettario, l’imposta e i contributi della Cassa. Qui trovi tutte e tre le cose, con i numeri del 2026 e tre esempi di fatturato a confronto.

Il codice ATECO del geometra è 71.12.30

Il codice ATECO per l’attività di geometra è 71.12.30. Con la classificazione ATECO 2025 il numero è rimasto lo stesso, è cambiata solo la descrizione, che ora è “Elaborazione e supervisione di progetti da parte di geometri”.

Se hai aperto la partita IVA prima del 2025 non devi cambiare codice. Puoi verificare quello registrato nella tua area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come funziona il forfettario per il geometra

Nel forfettario le tasse non si pagano su tutto il fatturato, ma su una parte stabilita per legge: il coefficiente di redditività. Per il codice 71.12.30 è il 78%.

  • Su 40.000 euro di compensi, il reddito su cui si calcolano tasse e contributi è 31.200 euro.
  • Il restante 22% è un rimborso forfettario delle spese. Le spese vere (software, auto, strumenti) non si scaricano.
  • Sul reddito, dopo aver tolto i contributi versati alla Cassa, si paga un’imposta del 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se l’attività è davvero nuova e rispetti i requisiti.

Il forfettario si può tenere finché i compensi restano entro 85.000 euro l’anno. Se superi i 100.000 euro ne esci subito.

La Cassa Geometri: la voce che cambia i conti

Il geometra iscritto all’albo non versa i contributi all’INPS ma alla Cassa Geometri (CIPAG). Per il 2026:

  • Contributo soggettivo: il 20% del reddito, con un minimo di 4.240 euro l’anno. Si toglie dal reddito prima di calcolare l’imposta.
  • Contributo integrativo: il 5% sui compensi, che aggiungi in fattura al cliente. Minimo 1.955 euro l’anno, dovuto anche se fatturi poco.
  • Maternità: 9 euro l’anno.

Il punto che sorprende di più sono i minimi: anche se fatturi poco, alla Cassa versi comunque circa 6.200 euro l’anno. Con fatturati bassi è questa la voce che pesa di più, più delle tasse.

Chi si iscrive entro i 30 anni, nei primi due anni paga il soggettivo al 5% con un minimo di 1.060 euro e non paga il minimo integrativo. Anche chi si iscrive tra i 31 e i 55 anni ha riduzioni nei primi due anni. Tutti i dettagli sono sul sito della Cassa Geometri.

I conti veri: tre fatturati a confronto

Quanto resta in tasca a un geometra over 30, in forfettario con imposta al 15%. Conti semplificati, senza spese reali.

Con 20.000 euro di fatturato: reddito forfettario 15.600 euro, Cassa 4.240 euro (il minimo), imposta 1.704 euro, integrativo non coperto dai clienti 955 euro. Ti restano 13.101 euro, il 65%.

Con 40.000 euro di fatturato: reddito forfettario 31.200 euro, Cassa 6.240 euro, imposta 3.744 euro. Ti restano 30.016 euro, il 75%.

Con 70.000 euro di fatturato: reddito forfettario 54.600 euro, Cassa 10.920 euro, imposta 6.552 euro. Ti restano 52.528 euro, il 75%.

Sopra i 30.000 euro circa ti resta più o meno il 75% di quello che fatturi. È la regola veloce da tenere a mente quando fai un preventivo.

Sotto quella soglia i minimi della Cassa abbassano il netto: a 20.000 euro resta il 65%. Il motivo è l’integrativo: dai clienti incassi il 5% di 20.000 euro, cioè 1.000 euro, ma alla Cassa ne devi 1.955.

Con l’imposta al 5% dei primi cinque anni le percentuali salgono a circa il 71% e l’81%. Per un giovane al primo anno, con 20.000 euro fatturati, resta circa il 91%.

Il numero da cui parte tutto: quanto hai incassato davvero

Tutti questi conti partono da un solo numero: quanto hai incassato nell’anno. E qui nascono i problemi. Le commesse stanno su un foglio Excel, gli accordi con il cliente su WhatsApp, i bonifici sul conto. A dicembre, per sapere quanto hai fatturato e quanto ti resta, devi ricostruire tutto a mano.

Novera è il gestionale pensato per gli studi tecnici che risolve proprio questo. Ogni commessa ha la sua scheda con preventivo, incassi e costi, e nelle statistiche dello studio vedi in ogni momento:

  • quanto hai incassato quest’anno;
  • quanto ti ha reso davvero ogni commessa;
  • quali pagamenti devono ancora arrivare.

Novera non calcola le tasse: quello resta un lavoro tuo o del commercialista. Ma con il fatturato reale sempre sott’occhio, i conti di questo articolo li fai in cinque minuti invece che in un pomeriggio, e sai già a metà anno se stai andando verso il 65% o verso il 75%.

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Prima di aprire la partita IVA, o prima della prossima scadenza della Cassa, fai una cosa: metti le tue commesse in un posto solo e guarda quanto stai incassando davvero.

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Questa è una guida pratica, non una consulenza fiscale: per il tuo caso fai sempre una verifica con il commercialista.

Fonti: Cassa Geometri, pagina “Contribuzione”; Collegio Geometri di Modena, “Nuova classificazione ATECO 2025”.