22 ottobre 2026 — Eugenio Giusti
Lavoro a corpo o a consuntivo: come farsi pagare il lavoro

Il cliente chiede “quanto mi costa?” e tu hai due strade. Puoi dargli un prezzo fisso, a corpo, e sperare che il lavoro non si allunghi. Oppure puoi lavorare a consuntivo, facendoti pagare le ore effettive, e sapere che il cliente vorrà comunque una cifra di riferimento.
Non c’è una scelta giusta per tutto. Qui trovi le differenze, quando conviene ciascuna formula e come calcolare la tariffa oraria da cui partire, sia per il consuntivo sia per capire se un prezzo a corpo ti conviene davvero.
Lavoro a corpo e a consuntivo: la differenza

A corpo concordi un prezzo fisso per tutto l’incarico, qualunque sia il tempo che ci metti. Il cliente sa subito quanto spenderà, ed è la formula che preferisce. Il rischio è tuo: se la pratica si complica, le ore in più non te le paga nessuno.
A consuntivo ti fai pagare il tempo effettivamente lavorato, in base a una tariffa oraria concordata. Ogni ora è pagata, ma il cliente non sa in anticipo quanto spenderà, e per questo tende a fidarsi di meno. Funziona solo se tieni traccia delle ore in modo preciso.
Quando conviene ciascuna formula
A corpo conviene per le prestazioni che conosci bene e che si ripetono simili: CILA, SCIA, APE, accatastamenti, pratiche standard. Sai già quanto ti costano in tempo, quindi puoi dare un prezzo fisso senza rischi.
A consuntivo conviene per i lavori dai confini incerti: consulenze, varianti in corso d’opera, assistenza a cantieri dove non sai quante visite serviranno, pratiche con molte incognite sullo stato legittimo.
La formula mista è spesso la migliore: le fasi principali a corpo, con un prezzo chiaro per il cliente, e gli extra non previsti a consuntivo, con la tariffa oraria scritta nel preventivo. Così il cliente ha una cifra di riferimento e tu sei tutelato se il lavoro cresce.
Come calcolare la tua tariffa oraria in 3 passi

1. Quanto vuoi guadagnare. Parti dal netto che vuoi ottenere in un anno e aggiungi le spese dello studio: software, auto, strumenti, affitto. Ad esempio 35.000 euro netti più 6.000 euro di spese fanno 41.000 euro.
2. Quanto devi fatturare. Nel regime forfettario, sopra i 30.000 euro circa, di quello che fatturi ti resta più o meno il 75%, dopo tasse e Cassa Geometri. Quindi 41.000 diviso 0,75 fa circa 54.700 euro di fatturato. Il calcolo completo lo trovi nell’articolo sul codice ATECO e il forfettario del geometra.
3. Diviso le ore fatturabili. Non tutte le ore di lavoro si fatturano: telefonate, viaggi, preventivi non accettati e amministrazione portano via tempo. Se in un anno fatturi circa 1.100 ore, cioè 5 ore al giorno per 220 giorni, la tua tariffa minima è di circa 50 euro l’ora.
Questo numero ti serve anche quando lavori a corpo. Prima di dare un prezzo fisso, stima le ore e moltiplica per la tua tariffa: se il prezzo a corpo è più basso, sai già che quella pratica ti farà perdere soldi.
Il problema vero: quante ore ci hai messo davvero
Tutti questi calcoli funzionano solo se sai quante ore hai lavorato su ogni commessa. Ed è proprio quello che quasi nessuno sa. Le ore non si segnano, o si segnano su un foglio Excel che a metà mese viene abbandonato. Così una pratica “da 800 euro” sembra conveniente, finché non scopri di averci messo 30 ore.
Come cambia con Novera
Prima: dai un prezzo a corpo a sensazione. A fine pratica non sai quanto ci hai messo, quindi non sai se ci hai guadagnato. Per il lavoro a consuntivo ricostruisci le ore a memoria quando devi fare la fattura.
Con Novera: registri le ore su ogni commessa mentre lavori. A fine pratica vedi il consuntivo: quante ore ci hai messo e quanto ti ha reso davvero, confrontato con quanto hai incassato.
Il risultato concreto:
- sai quanto ti rende ogni tipo di pratica, e capisci quali prezzi a corpo vanno alzati;
- il lavoro a consuntivo lo fatturi con le ore vere, non ricostruite a memoria;
- il prossimo preventivo lo fai sui dati, non a sensazione.
Ne abbiamo parlato anche nell’articolo su ore e consuntivo delle commesse.
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Prendi la prossima pratica e segna le ore in Novera dall’inizio alla fine. Quando la chiudi, saprai esattamente quanto ti ha reso.
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